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Rio de Janeiro: consigli per visitare una favela

Visitare le favelas di Rio de Janeiro: la mia esperienza a Rocinha e Santa Marta

Un viaggio in Brasile in solitaria è già di per sé un’esperienza capace di lasciare il segno. Viaggiare da soli significa mettersi alla prova, imparare a fidarsi delle proprie capacità e confrontarsi continuamente con situazioni e persone nuove.

Quando viaggio, cerco soprattutto esperienze che possano andare oltre la semplice visita di un luogo. È questo il motivo per cui, durante il mio viaggio zaino in spalla in Brasile, ho deciso di conoscere anche una realtà molto particolare di Rio de Janeiro: le favelas.

Visitare una favela significa entrare in contatto con una parte della città che spesso rimane lontana dai tradizionali itinerari turistici. Non è soltanto una questione di vedere case costruite una accanto all’altra sulle pendici delle colline: significa osservare da vicino una comunità, comprenderne la quotidianità e provare a conoscere una realtà sociale complessa.

Nel mio viaggio a Rio de Janeiro ho visitato due comunità molto diverse tra loro:

  • Rocinha, una delle favelas più conosciute e visitate della città;
  • Santa Marta, più piccola e legata anche alla storia musicale e cinematografica di Rio.

Sono state due esperienze molto diverse, ma entrambe hanno lasciato qualcosa nel mio modo di vedere la città.

Consigli per visitare le favela a Rio de Janeiro - blog di viaggi

Visitare la Favela Rocinha

La prima favela che ho visitato è stata Rocinha.

Il mio approccio è stato quello di un semplice turista: volevo innanzitutto capire l’ambiente e osservare con i miei occhi una realtà di cui, prima del viaggio, conoscevo davvero poco.

Non avevo guardato film o serie televisive ambientate nelle favelas e non avevo quindi particolari aspettative. Proprio per questo, arrivare a Rocinha è stato ancora più sorprendente.

Rocinha è una delle comunità più grandi e conosciute di Rio de Janeiro e la sua estensione, osservata dall’alto, lascia davvero senza parole. Le abitazioni sembrano incastrarsi le une nelle altre e ricoprire ogni spazio disponibile sulle pendici della collina.

Il contrasto con il resto della città è impressionante: in pochi minuti ci si ritrova davanti a un paesaggio completamente diverso da quello della Rio de Janeiro delle spiagge di Copacabana e Ipanema.

Un tour nella Favela Rocinha

Per la mia prima esperienza ho scelto di affidarmi a un tour guidato della Favela Rocinha.

A posteriori, credo sia stata la scelta migliore per un primo approccio. Entrare accompagnati da una persona che conosce il territorio permette infatti di osservare la comunità con maggiore consapevolezza e di comprendere meglio ciò che si sta vedendo.

Per chi decide di visitare una favela, ritengo importante non considerare il tour come una semplice attrazione turistica. Il modo in cui ci si comporta durante la visita fa la differenza: è fondamentale rispettare gli abitanti, evitare fotografie indiscrete e ricordarsi che quelle strade non sono un set cinematografico, ma il luogo in cui migliaia di persone vivono quotidianamente.

Prenota il Tour della Favela Rocinha

Quello che mi ha colpito maggiormente è stato proprio il modo in cui la vita quotidiana riesce a svilupparsi all’interno di uno spazio così densamente costruito.

La favela sembra arrampicarsi sulla collina e, allo stesso tempo, dissolversi nella vegetazione circostante. Vicoli, scale, piccoli negozi e abitazioni si susseguono senza soluzione di continuità.

È difficile rimanere indifferenti davanti a un ambiente così diverso da quello a cui siamo abituati.

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Visitare la Favela Santa Marta

La seconda esperienza è stata ancora più personale.

La Favela Santa Marta, conosciuta anche come comunità Dona Marta, si trova nella Zona Sud di Rio de Janeiro, nell’area di Botafogo e Laranjeiras. È una comunità molto più piccola rispetto a Rocinha e presenta una forte identità locale.

Uno degli elementi caratteristici è il plano inclinado, un sistema di trasporto pubblico che permette agli abitanti di raggiungere le zone più alte della comunità senza dover affrontare centinaia di gradini. Il servizio è gratuito e, dopo la ristrutturazione completata nel 2023, collega le cinque stazioni attraverso due tratti, con cambio alla stazione 3.

È importante ricordare che non si tratta semplicemente di un’attrazione turistica: il plano inclinado è innanzitutto un servizio fondamentale per chi vive nella comunità.

Un’esperienza molto più personale

Santa Marta mi ha regalato un’esperienza completamente diversa rispetto a Rocinha.

Qui ho avuto l’opportunità di trascorrere alcune ore insieme a Gilson Fumaça, una persona profondamente legata alla comunità e impegnata da anni nella promozione di un turismo più responsabile e inclusivo nelle favelas. Il progetto Favela Scene, da lui fondato, punta proprio sull’incontro tra visitatori e residenti e sul sostegno a iniziative locali.

Abbiamo camminato insieme tra le stradine della comunità, parlato e osservato la vita quotidiana del quartiere.

È stata un’esperienza completamente diversa dal semplice “vedere” una favela.

A un certo punto ho avuto anche l’opportunità di giocare una partita a calcetto con alcuni ragazzi del posto.

Ed è proprio questo il ricordo che porto maggiormente con me.

Non una fotografia panoramica, non un edificio particolare e nemmeno una delle tante strade percorse durante la visita, ma una partita improvvisata con dei ragazzi che fino a pochi minuti prima non conoscevo.

È stata probabilmente l’esperienza più autentica di tutto il mio soggiorno a Rio.

Scopri il tour della Favela Santa Marta

Murales nella favela di Santa Marta a Rio - blog di viaggi
Fabio Sansone nella favela di Santa Marta in Brasile - blog di viaggi

Rocinha o Santa Marta: quale scegliere?

Se avete poco tempo a disposizione e volete conoscere una favela durante il vostro viaggio a Rio de Janeiro, entrambe possono offrire un’esperienza interessante, ma con caratteristiche differenti.

Rocinha mi ha colpito soprattutto per le dimensioni, la densità delle abitazioni e l’impatto visivo del paesaggio.

Santa Marta, invece, mi ha permesso di avere un contatto più diretto con alcune persone della comunità e di vivere un’esperienza più personale.

Per questo, se dovessi scegliere quale delle due esperienze mi ha lasciato maggiormente il segno, sceglierei senza dubbio Santa Marta.

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