Trekking nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Nella splendida cornice del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), con partenza dal suggestivo borgo di Barrea, vi propongo un’interessante escursione da fare in Abruzzo durante tutto l’anno, ma particolarmente affascinante in primavera, quando la natura si risveglia, il bosco torna a colorarsi e i corsi d’acqua diventano più impetuosi.
La protagonista principale di questo trekking è la Grotta dello Schievo, una cavità naturale al cui interno si trovano una cascata e un piccolo laghetto. Ma non è l’unica attrazione dell’itinerario: lungo il percorso incontreremo una fitta faggeta, sorgenti, antiche tracce della vita pastorale e, soprattutto, il suggestivo Lago Vivo.
L’escursione si sviluppa prevalentemente ad anello e permette di immergersi completamente nella natura del parco.

Il sentiero per raggiungere la Grotta dello Schievo, lago Vivo e fonte Sambuco
Il percorso di trekking è ad anello e offre la possibilità di partire da diversi punti, tra cui il cimitero di Barrea oppure il Camping La Genziana.
Per seguire il tracciato che ho percorso personalmente potete fare riferimento a questo itinerario su Wikiloc:
Tracciato dell’escursione su Wikiloc
Il mio consiglio è di parcheggiare l’auto nei pressi del Camping La Genziana, dove generalmente è più semplice trovare disponibilità sulle strisce bianche, e iniziare da qui l’escursione seguendo il sentiero K3..

Dal Camping La Genziana alla Grotta dello Schievo
Il primo tratto del percorso si sviluppa in falso piano, seguendo un’antica mulattiera che entra gradualmente all’interno di una fitta faggeta.
La segnaletica del sentiero è caratterizzata dalle classiche strisce bianche e rosse, generalmente frequenti e ben visibili. Dopo una prima parte più aperta, il percorso si addentra sempre più nel bosco e procede parallelamente al Rio Torto, lasciando progressivamente l’antica mulattiera per trasformarsi in un vero e proprio sentiero di montagna.
Con il passare dei minuti inizierete a guadagnare quota e la salita diventerà progressivamente più impegnativa.
La prima vera attrazione dell’itinerario è la Grotta dello Schievo, uno degli angoli più suggestivi dell’escursione. Al suo interno si trovano una piccola cascata e un laghetto, elementi che rendono questo luogo particolarmente affascinante, soprattutto durante la primavera, quando la portata dell’acqua è maggiore.
Proseguendo il cammino incontreremo anche una “nevera”, antica struttura utilizzata in passato per conservare la neve e mantenerla ghiacciata, e successivamente arriveremo all’incrocio con il sentiero K5, che sarà quello da seguire durante la discesa.
Il Lago Vivo e la Fonte degli Uccelli
Dopo alcune centinaia di metri raggiungeremo i dintorni del Lago Vivo, una delle tappe più belle dell’intero percorso.
In questa zona è possibile effettuare una breve sosta presso la Fonte degli Uccelli, utile per fare rifornimento d’acqua e concedersi una pausa prima di affrontare l’ultimo tratto dell’escursione.
Il Lago Vivo rappresenta uno dei luoghi più caratteristici del trekking: immerso nel paesaggio montano del parco, offre un ambiente completamente diverso rispetto alla prima parte del percorso.
Da questo punto in poi, fatta eccezione per i primi centinaia di metri, il sentiero torna a immergersi nella faggeta, regalando un’atmosfera ancora più selvaggia e silenziosa.
La Fonte Sambuco e la vista sul Lago di Barrea
Proseguendo lungo il sentiero si arriva infine alla Fonte Sambuco, un altro punto interessante dell’itinerario.
Da qui si apre una splendida vista sul Lago di Barrea, che permette di ammirare dall’alto il paesaggio circostante e rappresenta uno dei momenti più panoramici dell’intera escursione.
È proprio in questo tratto che ci si rende conto della varietà del percorso: dall’acqua della Grotta dello Schievo al Lago Vivo, passando attraverso la faggeta e le sorgenti, fino alla vista sul Lago di Barrea.


Attrezzatura da trekking: cosa portare nello zaino
Abituarsi a viaggiare leggeri è, secondo me, uno dei primi passi per vivere davvero un’escursione in montagna. Lasciare a casa tutte quelle comodità di cui spesso pensiamo di non poter fare a meno ci permette di affrontare il sentiero con maggiore libertà, soprattutto quando gli sforzi aumentano e la fatica si fa sentire chilometro dopo chilometro.
Per un’escursione come quella della Grotta dello Schievo, Rio Torto e Lago Vivo è importante avere un equipaggiamento adeguato e, allo stesso tempo, evitare di riempire lo zaino con oggetti inutili.
Il percorso si sviluppa in ambiente montano e presenta alcuni tratti che richiedono una buona attenzione, soprattutto durante la discesa. Ecco quindi cosa consiglio di portare con sé.


Cosa mettere nello zaino
- Scarponcini da trekking: meglio scegliere un modello con buona aderenza e, possibilmente, impermeabile in Gore-Tex. Alcuni tratti del percorso possono essere umidi o presentare acqua, soprattutto in determinati periodi dell’anno.
- Bastoncini telescopici: particolarmente utili su un percorso di questo tipo. Aiutano a mantenere l’equilibrio e possono risultare preziosi soprattutto nei tratti in discesa.
- Borraccia: consiglio di portare almeno due litri d’acqua nella stagione calda. Lungo il percorso sono presenti fonti, ma è sempre meglio partire con una buona scorta ed evitare di fare affidamento esclusivamente sui punti di rifornimento.
- Pranzo al sacco: meglio scegliere alimenti pratici, leggeri e facilmente trasportabili. Personalmente eviterei gli insaccati, soprattutto durante le giornate più calde.
- Macchina fotografica: se amate la fotografia, questo è sicuramente un percorso in cui vale la pena avere una macchina fotografica o semplicemente lo smartphone a portata di mano. Tra boschi, sorgenti, il Lago Vivo e il panorama sul Lago di Barrea, gli spunti fotografici non mancano.
- Abbigliamento adeguato: il vestiario deve essere scelto in base alla stagione, alle condizioni meteorologiche e alle esigenze personali. In montagna il tempo può cambiare rapidamente, quindi è sempre meglio avere con sé almeno uno strato aggiuntivo.
- Kit di primo soccorso: una piccola dotazione di emergenza può essere utile durante qualsiasi escursione.
- Telefono con batteria carica: oltre a essere utile per le emergenze, può servire per consultare la traccia GPS del percorso.
Viaggiare leggeri
Un consiglio che vale per questo trekking, ma anche per qualsiasi altra escursione, è molto semplice: tutto ciò che è superfluo, lasciatelo a casa!
Uno zaino troppo pesante può trasformare una bella giornata in montagna in un’esperienza molto più faticosa del previsto. Portate con voi solo ciò che può realmente servire durante il percorso, prestando particolare attenzione a acqua, abbigliamento, sicurezza e alimentazione.
L’obiettivo non è avere uno zaino pieno, ma avere con sé tutto il necessario per affrontare il sentiero nelle migliori condizioni.
Scheda tecnica: Grotta dello Schievo, Rio Torto e Lago Vivo
Prima di affrontare il percorso, ecco una sintesi delle principali caratteristiche dell’escursione:
- Punto di partenza: Cimitero di Barrea
- Quota di partenza: circa 1.140 metri
- Quota massima: circa 1.700 metri
- Dislivello: circa 650 metri
- Difficoltà: E – Escursionistico
- Lunghezza: circa 15 km
- Durata: circa 4 ore di cammino, escluse le soste
Nota: tempi, difficoltà e condizioni del sentiero possono variare in base alla stagione, al meteo, al ritmo di camminata e alle condizioni del terreno. Prima di partire è sempre consigliabile verificare le condizioni aggiornate del percorso.
